Richiesti rinvii a giudizio per Agnelli e altri nello scandalo Juventus

TORINO, Italia (AP) – La Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli, di altri 10 ex consiglieri e della società dopo un’inchiesta per falso in bilancio.

L’ex vicepresidente Pavel Nedved e l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene – che lunedì hanno lasciato il club quando Agnelli e l’intero consiglio si sono dimessi – È stato anche nominato, così come l’ex direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici, passato al Tottenham.

La prossima settimana dovrebbe essere comunicata la data dell’udienza preliminare per decidere se sporgere denuncia e procedere con il processo.

Juventus Sostiene che “il trattamento contabile adottato nei bilanci contestati rientra in quello consentito dai principi contabili applicabili” ed è giunto a questa conclusione “sulla base di un solido corpus di opinioni di primari professionisti legali e commercialisti”.

in Lunga dichiarazione “La Juventus rimane convinta di aver sempre agito correttamente e intende far valere le proprie ragioni e difendere i propri interessi istituzionali, economici e sportivi in ​​tutte le sedi”.

I pubblici ministeri stanno indagando dallo scorso anno se la Juventus abbia tratto profitto da tangenti illegali da trasferimenti e prestiti di giocatori. Il caso esplora anche se gli investitori siano stati indotti in errore da fatture emesse per transazioni inesistenti per dimostrare un reddito che a sua volta potrebbe essere considerato falso in bilancio.

Il caso riguarda i contratti dei giocatori, i trasferimenti e i rapporti con gli agenti dal 2018-20.

All’inizio della pandemia, la Juventus ha dichiarato che 23 giocatori avevano accettato di accettare una riduzione dello stipendio di quattro mesi per aiutare il club a superare la crisi. Ma i querelanti affermano che i giocatori hanno rinunciato solo a un mese di stipendio.

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La Procura di Torino avrebbe anche scoperto altri pagamenti segreti all’ex giocatore Cristiano Ronaldo che non sono stati denunciati al club.

La Juventus è quotata alla Borsa di Milano, il che la apre anche al vaglio normativo della Consob. Il chief financial officer del club, Stefano Serrato, è stato colto da un’intercettazione dicendo che se la CONSOB avesse messo in dubbio le loro mosse, avrebbero “abbagliato” gli organizzatori con parole fantasiose, secondo le fughe di notizie ai media italiani.

Giovedì gli scambi sul titolo Juventus sono rimasti stabili, dopo aver chiuso mercoledì in negativo dell’1,16%, a 0,2738 euro.

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