La lobby imprenditoriale italiana riduce a zero la crescita economica prevista per il 2023 per le preoccupazioni energetiche

MILANO (Reuters) – L’economia italiana crescerà più del previsto nel 2022 ma ristagnerà nel 2023, ha affermato sabato la principale lobby d’affari del Paese, poiché le tensioni tra Unione Europea e Russia sulle forniture di gas hanno reso le prospettive più incerte.

In un comunicato Confindustria ha ridotto a zero le aspettative di crescita del PIL nel 2023, da una previsione dell’1,6% di aprile, e ha rivisto la stima per il 2022 dall’1,9% al 3,4% grazie al migliore andamento dell’economia italiana nel primo semestre.

Il downgrade del 2023 fa eco alle previsioni del governo e segue l’amministrazione uscente di Mario Draghi la scorsa settimana che ha tagliato le sue previsioni di crescita per il prossimo anno allo 0,6%. Il PIL crescerà del 3,3% nel 2022, in aumento rispetto al 3,1% previsto ad aprile.

Le previsioni al ribasso per il prossimo anno sottolineano i venti contrari economici di Giorgia Meloni, che ha guidato la coalizione di destra alla vittoria alle elezioni del mese scorso.

“Se le tensioni tra Ue e Russia dovessero intensificarsi al punto da portare a ulteriori aumenti dei prezzi e/o al blocco delle forniture di gas, le conseguenze negative sull’attività produttiva saranno più gravi, implicando un rallentamento più pronunciato”, si legge nel rapporto di Confindustria.

Mosca e diversi paesi europei, tra cui la Germania, sono in disaccordo sulle forniture di gas naturale dalla Russia dall’invasione dell’Ucraina a febbraio.

Il gas russo rappresenta ora solo il 10% delle importazioni italiane di gas, in calo rispetto al 40%, mentre Algeria e Paesi nordici hanno aumentato la loro quota.

(Reportage di Gianluca Semararo; Montaggio di David Holmes)

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